(ASCA) - Torino, 5 apr - Nel 2010 il numero di occupati in Piemonte e' risultato pari a 1.844mila unita', circa 16mila in meno rispetto al 2009, facendo registrare un variazione pari al -0,9%. Il trend regionale si colloca in un contesto nazionale caratterizzato da una contrazione dell'occupazione pari allo 0,7%. E' quanto risulta da un'elaborazione di Unioncamere Piemonte sui dati Istat. La caduta tendenziale dell'occupazione dipende in particolar modo dal sensibile calo della componente maschile (-1,8%, pari a circa 19mila occupati in meno), a cui si contrappone un incremento di quella femminile (+0,4%, pari a +3mila unita'). ''La peggior crisi che abbia colpito le imprese dal dopoguerra ad oggi sta confermando, a due anni e mezzo dal suo inizio, la sua caratteristica mutante - dichiara il Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello -: dopo le fasi immobiliare, finanziaria, di domanda interna e internazionale, sta ora mettendo a dura prova le finanze dei Governi e, soprattutto, l'occupazione. I dati piemontesi, 16 mila occupati in meno e 15mila disoccupati in piu', non ci devono stupire, poiche' sono il frutto di una situazione congiunturale che e' migliorata solo negli ultimi tempi. Il forte traino dei mercati internazionali costituisce un'opportunita' cruciale affinche' la crescita delle imprese si tramuti anche in un rilancio occupazionale. I recentissimi dati dei primi mesi del 2011 sulle ore autorizzate di Cassa integrazione, in forte flessione, offrono gia' un piccolo segnale di come quest'anno possa costituire l'inizio di una ripresa dell'occupazione''. A livello settoriale, la contrazione dell'occupazione e' scaturita dai cali registrati nei settori delle costruzioni (-4,9%) e dei servizi (-1,8%). L'agricoltura, al contrario, registra un consistente incremento del livello occupazionale, pari al +4,6%; positiva anche la variazione per il settore dell'industria in senso stretto (+2,0%).
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