(ASCA) - Roma, 12 apr - ''La situazione e' fuori controllo e non c'e' modo di arrestare ne' la fusione ne' la contaminazione, anche per chi e' lontano dall'area''. Lo ha detto Sergio Ulgiati, professore di Chimica dell'Universita' Parthenope di Napoli e membro del Comitato scientifico di WWF Italia in riferimento al passaggio al livello 7 di pericolosita' della centrale nucleare di Fukushima. ''Il rilascio dei radionuclidi di media e lunga durata - ha continuato - nell'atmosfera e nell'acqua comporta una grave compromissione della catena alimentare. Un rischio che coinvolge le aree geografiche limitrofe, come ad esempio la Cina e la Corea, ma che in generale, se si considera il commercio globalizzato del cibo, non ha confini. Da qui deriva il principale pericolo''. ''Sappiamo inoltre - ha spiegato - che la nube radioattiva e' gia' arrivata in Europa anche se di bassa radioattivita'. Questo significa solo che il numero delle persone che sara' colpito da un cancro per radioattivita' sara' inferiore a quello del Giappone, dove sono stati calcolati circa 4mila morti di cancro entro il 2050 a causa dell'incidente di Fukushima''. ''In definitiva possiamo dire che, anche per l'Italia, e' impossibile prevedere gli effetti dell'incidente nucleare in Giappone ma possiamo affermare che sul lungo termine di sicuro ci saranno''.
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